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Vincenzo Marco Nesci  

Nato a Genova il 20 aprile 1960

Inizia ad occuparsi di politica a 14 anni con i movimenti studenteschi ed è protagonista tra il 74 e il 75 della lotta contro il caro vita con l’autoriduzione delle bollette telefoniche e dell’energia elettrica.

Alla fine del 74 entra nella Federazione Giovanile Comunista nel quartiere di Marassi a Genova ed assume la carica di segretario del circolo “Che Guevara” fino al 78 quando prende la prima tessera del PCI a cui resterà iscritto fino al suo scioglimento nel 90.

Nel 79 diventa segretario della sezione “Firpo” una delle realtà di iscritti al PCI più grande di Genova e pur opponendosi al compromesso storico resta segretario sino all’84. Nell’89 è tra i protagonisti della battaglia contro lo scioglimento del PCI ed è tra i fondatori del movimento per la Rifondazione Comunista, che nel 90 diverrà Partito.

Sin dall’inizio contribuisce in modo decisivo alla affermazione e al radicamento sociale del PRC in Genova ed entra negli organismi dirigenti nazionali da subito.

Nel corso degli anni ricopre diversi incarichi in Direzione Nazionale: da responsabile contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali, alla direzione del dipartimento per le riforme dello Stato, sino alla carica attuale di responsabile nazionale del dipartimento Salute.

Nelle Istituzioni entra nel 1984 presso il Consiglio di Circoscrizione di Marassi-Quezzi in Genova, nel 93 viene eletto in Consiglio Comunale a Genova ed è capogruppo del PRC sino al 2000 quando viene eletto in Consiglio Regionale Ligure  ed è sino ad oggi componente della Commissione sanità e capogruppo del PRC.

Nel 2009, su incarico della Direzione Nazionale del PRC, fonda l’Associazione nazionale “Diritti e Società” che ha al centro della sua attività problematiche socio sanitarie e in particolare l’odontoiatria sociale.

Nel maggio del 2010 conclude la propria attività istituzionale terminando due mandati da deputato regionale e riprende l'attività lavorativa di geometra professionista. L'esperienza di politica sanitaria produce un progetto di "rete dei centri clinici sociali", strutture poliambulatoriali di territorio in cui praticare ed offrire servizi sanitari non compresi nei livelli essenziali di assistenza a tariffazione sociale come:  l'odontoiatria, fisioterapia e alcune visite specialistiche. Il progetto trova interesse nella Lega delle cooperative e in ambienti di imprenditoria sociale.