Una vita da precaria, in pensione con 133 euro al mese

images-26Conosco molte persone che hanno un lavoro precario, spesso sono giovani ma molti sono over 40 o addirittura over 50, ci sono tante donne in questa condizione e spesso sono donne che fanno le precarie da 15, 20, 25 anni. Il tratto comune di queste persone è che hanno tutti la stessa condanna: non possono andare in pensione, perchè non hanno maturato sufficienti contributi e se  ci vanno hanno una miseria pensionistica che copre di vergogna chi governa questo Paese.

La cosa ridicola e allo stesso tempo ignobile è che un numero consistente di precari "anziani" hanno maturato la loro precarietà dentro amministrazioni pubbliche.

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Prendiamo ad esempio Denise, una dipendente precaria da 26 anni dell'Università di Genova, che non ha mai avuto una sacrosanta conversione del suo posto di lavoro a tempo indeterminato. Nel dicembre del 2009 a 62 anni, Brunetta, anzichè andare incontro a questo diritto dei lavoratori precari della pubblica amministrazione, ha pensato alla genialata: togliamo il precariato, rottamiamoli e mandiamoli in pensione. Eccezionale, Denise dovrebbe vivere con una pensione netta di 133 euro al mese, perché a tanto ammonta la sua capacità contributiva versata. Inciviltà e disprezzo della vita umana, per chissà quale celestiale ragione, il Brunetta riceve una pensione di 3000 euro netti al mese con 59 anni di età e senza aver praticamente mai lavorato in Università, Denise ha lavorato per 26 anni, senza mai sicurezze e garanzie, con continui rinnovi di contratto annuali o mensili, senza ferie pagate, senza possibilità di ammalarsi, lei materialmente c'era ma era praticamente invisibile. Risultato pensione da 133 euro al mese. Come Regione Liguria, sotto la nostra pressante e ossessiva richiesta abbiamo fatto una legge per stabilizzare il precariato dell'ente Regione e di tutte le sue strutture allargate comprese le asl e le aziende specializzate. 1800 precari hanno oggi un contratto a tempo indeterminato.

stockbroker080806078Questa è la strada da perseguire, questo è quello che continueremo a fare con forza e determinazione propria dei comunisti pensando che è arrivata l'ora di dare alle tante Denise la dignità e la fierezza che meritano tutte le persone che hanno vissuto del proprio lavoro. Altro che Brunetta!

 

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