Ingerenze contro le donne e il diritto alla salute
Oggi , continuano le pressioni contro tale metodo meno invasivo, alla luce della decisione dell’AIFA, gli interventi integralisti della gerarchia ecclesiastica in sede nazionale e locale sono, il segno della intolleranza prevaricatrice assunta dalle autorità cattoliche nei confronti dell’autonomia e della laicità dello Stato.
Interventi fuori luogo e lesivi della dignità delle Istituzioni e della Carta Costituzionale del nostro Paese. Minacciare scomuniche e ancora peggio, richiamare alla obiezione di coscienza, i medici e i cittadini di fronte ad una norma dello Stato che tutela la salute delle donne, non è solo anacronistico e contestualmente fuori dall’ordinamento legislativo di tutta Europa (ove la pillola è già ovunque in uso e senza particolari restrizioni ) , ma un atto di disprezzo e di profonda ingerenza nei confronti di uno Stato autonomo e laico.
Le crociate medioevali di Monsignor Bagnasco, e del Cardinale Bertone non possono in nessun caso inficiare o rendere inapplicabile il diritto delle donne ad una autodeterminazione del proprio corpo. Chiediamo a tutti un atto di autonomia e orgoglio costituzionale, all’attuale assessore Montaldo e a tutti gli assessori regionali futuri, di respingere le ingerenze integraliste cattoliche e di impegnarsi sin da adesso a sottolineare ai medici, attraverso apposita circolare, che il rifiuto di prestazioni mediche normate da legge dello Stato, oltre ad costituire reato, fanno venir meno il rapporto fiduciario tra la Regione e il professionista medico, mettendo a rischio l’espletamento delle prestazioni mediche del sistema sanitario regionale e quindi la salute dei pazienti.
Alla Curia ligure e nazionale non possiamo non ricordare che a fronte delle molte risorse pubbliche che vengono erogate a strutture sanitarie di loro proprietà ma facenti parte del sistema sanitario regionale e nazionale integrato, il venir meno delle regole di rispetto delle normative nazionali di cura della salute dei pazienti, non può non comportare una profonda revisione delle risorse erogate a garanzia del diritto alla salute dei cittadini.
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