Assalto al diritto allo studio
La stampa odierna mette in evidenza come l’Università torni ad essere un lusso accessibile solo ai ricchi e come negli ultimi anni tale concetto di classe stia sempre più dilagando impedendone l’accesso ai figli delle famiglie più povere. Non solo, ma sembra che il concetto di classe si estenda anche alle progressioni di carriera del personale docente.
Torna quindi prepotentemente l’università di “classe” per cui l’operaio non può più aspirare ad avere il figlio dottore.
La Ministra Gelmini - che ha contribuito enormemente alla diffusione di tale cultura di classe e di conseguenza allo sfascio dell’università - si appresta a concludere l’opera con la riforma della scuola superiore con riduzione di docenti, corsi di studio, qualità della preparazione aprendo la via alla nuova struttura classista di accesso all’Università.
La riduzione dell’orario di insegnamento da 34 a 32 ore settimanali a null’altro risponde se non alle direttive del Ministro Tremonti che vuole un taglio secco di oltre 20 mila unità docenti; del resto se la scuola diventa d’elitè e risponde solo ai ricchi non servono tanti docenti.
In Liguria la controriforma della Gelmini - anche in questa ultima aggiuntiva versione – comporterà tagli ed accorpamenti: rischiano infatti di saltare 500 docenti e storiche strutture scolastiche che sotto gli accorpamenti del nuovo ordinamento scolastico perdono la funzione istruttiva.
La controriforma della ministra Gelmini deve essere contrastata con ogni mezzo anche istituzionale. E’ bene quindi che la Giunta sospenda ogni decisione in merito.
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