Tubercolosi, scabbia, sifilide Tornano le malattie della povertà
I molti casi dell'ospedale Gemelli a Roma e della scuola Da Vinci a Milano fanno emergere un problema serio. Il sistema sanitario (a causa dei tagli) non fa prevenzione, oramai salvo i ricchi, in nessuna classe sociale. I soggetti socialmente più poveri si ammalano e propagano contagio di malattie un tempo debellate. Con la crisi economica cresce il numero dei poveri e dei senza fissa dimora. In parallelo, imedici cominciano a denunciare l'aumento delle malattie storicamente legate alle classi sociali più deboli. Tuttavia, nel momento in cui in una comunità parte il contagio, gli effetti possono colpire tutti, come dimostra il caso di Tbc dei bambini contagiati al Policlinico Gemelli di Roma o alla scuola Da Vinci di Milano. A fronte di questa sciagura, il Ministero minimizza e diffonde dati falsi. Detenuti, senzatetto, immigrati, anziani sono i primi a esserecolpiti: i più deboli, a causa della malnutrizione e di un sistema immunitario depresso. Ma l'aumento della Tbc fra chi vive ai margini non ha fatto notizia finché il contagio non è arrivato ai bambini, nelle scuole e negli ospedali: 122 a Roma, 179 a Milano. Figli sani di una classe media italiana che si credeva protetta. La crisi avanza e l'Italia si ritrova con un sistema sanitario azzoppato da numerosi tagli. Si finisce per lavorare, quindi, più sulle emergenze che sulla prevenzione. Le persone si ammalano e c'è chi cerca i colpevoli sia nel sistema sanitario che fra chi ha contratto il morbo. Invece il marcio è nel sistema, piegato ad una logica economicista e incapace di colpire sprechi e priviligi, finisce per massacrare socialmente cancellando servizi sanitari primari e insostituibili.
La tubercolosi, il mal sottile che pensavamo accantonato tra le righe di una certa letteratura, diventa l'esempio delle antiche malattie che tornano assieme ai tempi di carestia. Gli ultimi dati elaborati a disposizione in Italia risalgono al 2008. Dall'arrivo della crisi economica a oggi possiamo semplicemente osservare i dati empirici, alcuni numeri provvisori forniti dalle regioni e ascoltare le testimonianze di chi opera sul campo, i medici che stanno lanciando segnali di allarme.
Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sosteneva durante il question time alla Camera il 7 settembre: "Non esiste un'emergenza tubercolosi nel nostro Paese". Ma Medici senza frontiere denuncia: "I servizi sanitari iniziano a scarseggiare e anche le unità come la nostra, che operano in strada, sono state dimezzate".
Il problema sembra essere la difficoltà ad accedere a cure e farmaci. Spesso le persone malate, se indigenti, non riescono a curarsi e diventano focolai pericolosi per tutti. "Vi faccio un esempio recente - spiega Ilaria Uccella, medico infettivologo del San Gallicano di Roma -, un farmaco molto usato per la sifilide, la Betadin Penicillina, è stato portato dall'Aifa da classe A a classe C: significa che ora per una terapia si è passati da 2 euro a 140 euro.
Follie di chi pensa solo a salvare gli speculatori di Borsa infischiandosene della salute dei cittadini.
Gentaglia delinquenziale che ci governa. Bisogna fermarli, mandarli a casa. Ma bisogna cambiare regime economico, altrimenti chi arriva se non fa peggio si avvicinerà molto nel fare le stesse porcherie di macelleria sociale.
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