adesso svolta a sinistra
Quello che è accaduto con il refendum in Fiat è qualcosa di straordinario, nonostante il ricatto, la violenza mediatica sulla perdita del lavoro, un Presidente del Consiglio che dice, che si che la Fiat fa bene ad andarsene se i lavoratori si ribellano allo schiavismo, nonostante la pistola puntata alla tempia, i lavoratori si ribellano, dicono no e perdono il referendum solo grazie al voto di 300 dirigenti impiegati che non subivano alcun danno dall'accordo firmato dai nuovi sindacati "gialli" (nati negli stati uniti negli anni 20 e creati dagli imprenditori per controllare i lavoratori). Una lezione di dignità e di moralità assoluta, che deve trovare nella politica una sponda chiara, limpida e altrettanto capace di mostrare il coraggio che loro ci hanno dimostrato, il coraggio di non cedere ai ricatti, di rimboccarsi le maniche di non guardare agli effetti immediati, ma di dare un senso al futuro, che non può che essere quello di riprendersi la vita nelle condizioni materiali che noi vogliamo e che nessuno deve imporci. Dunque non tutto è perso, ma i treni vanno presi quando passano, adesso passa quello della svolta a sinistra e perderlo sarebbe un delitto anche per gli stessi lavoratori. L'appello lanciato con il 46% di no alle barbarie padronali va raccolto immediatamente. Penso che il PRC debba abbandonare ogni tatticismo e lanciare una sfida per costruire un partito dei lavoratori, ponendosi con un programma trasparente e coerentemente di alternativa di sistema, come il soggetto propulsore di una aggregazione di soggetti sociali, non necessariamente corrispondenti ad organizzazioni politiche. Va spazzato via ogni policismo, ricostruiamo dal basso e dal sociale senza assilli istituzionali l'aggregazione politica capace di valorizzare la lezione di dignità e moralità che ci hanno dato i lavoratori Fiat. Si dia una svolta al modello organizzativo, si dia una svolta al sistema delle relazioni politiche. Si è tempo di svolta e per quello che mi riguarda sono pronto a fare la mia parte.
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