Piove, governo ladro

barcellona2052Dopo l’allerta meteo, segnalata dalla Regione Liguria con 24 ore di anticipo, verso sera arriva un vero e proprio bollettino di guerra. Frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti, mareggiate e tutto il corollario dei veri e propri nubifragi: 300 mm di pioggia in poco più di 3 ore. La tempesta si è poi spostata verso la Toscana, e anche qui disastri terribili e purtroppo anche 3 morti in un sottopasso allagato a Prato.

Ogni volta che piove con una forte intensità questo Paese va sott’acqua e poi sepolto dal fango, crollano pareti rocciose, franano larghi strati di colline,  esondano torrenti . Fatalità? Basta con questa scusa idiota e truffaldina! Quello che succede ha responsabilità precise, mandanti politici che favoriscono gli affari speculativi, spesso in mano alla criminalità organizzata.

 

Proprio  nelle stesse ore in cui diluviava sulla Liguria, il ministro Matteoli dal salone nautico di Genova, dichiarava con grande tempismo, che per rilanciare il settore cantieristico e delle imbarcazioni, bisogna aumentare i porticcioli turistici , e smetterla con tutti gli orpelli legislativi utilizzati da certa sinistra radicale per impedire lo sviluppo.  Se mettiamo da parte la  castroneria stratosferica, resta l’ammissione di gravissima responsabilità sui disastri ,  dalle affermazioni del Ministro. Spero sia ascoltato dalla magistratura savonese, che ha poche ore dalla catastrofe ha aperto una inchiesta per eventuali negligenze e violazione delle norme  sui vincoli idrogeologici. In Liguria, nonostante la nostra quasi isolata opposizione,  in pochi anni si è passati da 12000 posti barca a 24000,  una cementificazione selvaggia della costa, che impedisce un normale deflusso delle acque dei torrenti in mare, le colline sono state asfaltate in tutti i sensi, le famose “creusa” di mare – viuzze di mattonato e terriccio-  di cui parlava De Andrè  un tempo drenaggio sicuro dell’acqua che scendeva a valle , oggi lisciate dall’asfalto moltiplicano i torrenti che scendono a valle. Nel 1970 la grande alluvione genovese si realizzò con 800 mm di pioggia oggi, il disastro si ottiene con soli 300 mm.  No, non si tratta di fatalità e di eventi meteorologici  eccezionali, si tratta di stupro del territorio, di sacrificio “rituale” del paesaggio e dell’ambiente sull’altare del Dio denaro.

Nelle prossime ore Bertolaso sarà a Cogoleto, comune della periferia genovese, zona colpita dal nubifragio, era una visita già programmata da tempo.  Doveva accertare perché da 10 anni e più, non si è ancora realizzata la bonifica di un pezzo di costa disseminato nello strato profondo del suo terreno di “cromo tetraesavalente”  rifiuto tossico di una lavorazione industriale ad altissima condizione cancerogena concessa a padroni  spregiudicati,  che licenziati i lavoratori della fabbrica sono ancora in corso per realizzare villette dalle fondamenta annegate nel cromo.  Ma forse un po’ di quel cromo da ieri si è allargato meglio sul territorio.  Bertolaso e la “cricca” prenderà atto della situazione e finalmente darà anche lui ragione agli imprenditori contro la sinistra estrema retrograda e trinariciuta.

Adesso per qualche giorno saranno tutti ambientalisti, scoprendo gli assetti idrogeologici e i pericoli della assente manutenzione dei rivi  e dei continui disboscamenti. Poi, passata la tempesta mediatica, via libera ai grandi progetti,  terzo valico e gronda autostradale in  Liguria,  TAV  nella Val Susa in Piemonte,  Variante di Valico e autostrada  Rosignano – Civitavecchia in Toscana e Lazio, Ponte sullo stretto in Calabria e Sicilia. Le imprese vogliono infrastrutture, è la modernità signori.  Gli sfollati dei tanti disastri, che siano sotto il Vesuvio o in Liguria,  i tanti morti dell’Italia che frana,  o quegli immigrati o ultimi della terra, che vivono in scantinati a piano terra che si allagano e rischiano di annegare, che cosa vogliono?  Diritti? Dignità? Ma per piacere, che si mettano nei panni di Berlusconi, che non sa scegliere dove andare  tra le sue 20 proprietà quando lo vogliono mandare “a casa”.  Infine, dopo i disastri c’è sempre una emergenza sanitaria,  ma guarda caso si sono appena avviate, anche nelle zone colpite, riduzione dei servizi e tagli dei posti letto, in nome e per conto dell’ideologia liberista che vuole ridurre i costi massacrando socialmente per salvare speculazioni e ruberie. Continuerà a piovere sul bagnato, Governo ladro! Ma non arrendiamoci, continuiamo a lottare andiamo in piazza il 16 ottobre.

 

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