No, non avrei votato quel Piano di riorganizzazione sanitaria ligure

IMG_0042Il 4 agosto è stata approvata una riorganizzazione  sanitaria regionale, denominata patto per la salute, i cui contenuti sono pesantemente discontinui su i, seppur insufficienti,  passi avanti compiuti nella legislatura precedente rispetto alla salvaguardia e al mantenimento della sanità pubblica nella nostra regione. Il piano approvato, riduce drasticamente i servizi sanitari erogati aprendo autostrade alla privatizzazione di pezzi significativi del sistema e gli emendamenti  introdotti in commissione, seppur migliorativi sul piano dell’impatto comunicativo, non modificano la sostanza della struttura d’impianto del documento della giunta.

Quell’impianto recepisce in toto le indicazioni di devastazione sociale dettate dal Governo Berlusconi , facendo  pagare la crisi ai cittadini e colpendo la salute, nel modo più insopportabile.

In primo luogo, accettare l’ennesima riduzione dei posti letto per acuti, produce un effetto immediato di costrizione di  spazi di cura della fase acuta di ogni patologia specialistica ospedalizzata, in un quadro reale in cui già l’indice di 4,2  per mille, era ai limiti della copertura

dell’esigenza reale rispetto alla popolazione . Il tutto in una fase epidemiologica  “normale” figuriamoci in una fase acuta o straordinaria. La riduzione al  3,46 per mille metterà in ginocchio le strutture ospedaliere di eccellenza spingendo inevitabilmente a coprire le “carenze strutturali” con  convenzioni  privatistiche .  Dire, come si fa nell’emendamento, che la trasformazione di posti letto per acuti in posti letto per la riabilitazione verrà attuata in un dettagliato programma (da farsi) utile anche a garantire i volumi di attività ospedaliera derivanti dalla diminuzione della mobilità passiva, mi sembra una baggianata pazzesca. Mi piacerebbe confrontarmi con quello scienziato che sostiene che diminuendo  i posti letto per acuti  si riduce la mobilità passiva, (ossia l’emigrazione fuori regione per curarsi) .  Ma annunciare la contestualità tra la dismissione di 497 posti letto per acuti con la creazione di 334 posti letto di riabilitazione è mediaticamente utile a dire che non è un massacro sociale , ma concretamente irrealizzabile per le diverse , anche temporalmente,  procedure e adeguamento strutturale.  Potrei aggiungere maliziosamente, che 334 non è uguale a 497, ma anche, per i tempi e  la complessità strutturale,  che magari i 334 sono quelli già venduti nella precedente manovra sui posti letto per acuti. Inoltre , chi gestirà i 334 posti di riabilitazione?  Il Pubblico, come abbiamo sostenuto per tutta la passata legislatura o i vari Don Orione, Don Gnocchi ecc. ecc. ?images-1

Il secondo emendamento mi sembra persino pericoloso sul piano sociale per i lavoratori, premesso che è evidente la necessità di potenziare i consultori sui territori e che tale attività non si potenzia con il solo personale, ma anche con interventi strutturali di programmazione sanitaria che contrastino le derive clericali  sparse a piene mani in questi anni, domando: se si chiude l’ostetricia di Sarzana, infermieri e medici li mandiamo al consultorio di Genova perché quello di Sarzana è a pieno organico ?  Mi piacerebbe inoltre sapere, come si gestisce l’accordo fatto tra il Galliera (ospedale pubblico ma della curia) e l’Evangelico (valdese) sull’applicazione della 194.  Se l’ostetricia dell’Evangelico viene trasferita dall’attuale centro città alla periferia di Genova Voltri,  ma chi vi dice che i 700 parti dell’Evangelico si trasferiscono a Voltri? Capisco che qualche consigliere abbia preso degli impegni elettorali in quel di Voltri, ma siccome trovo difficile il trasferimento materiale di chi deve partorire dal centro di Genova alla periferia, il risultato sarà che incrementeranno le nascite negli ospedali del centro e Voltri non arrivi comunque a 500 parti.  A quel punto avremo distrutto un buon punto nascite come l’Evangelico e non salvato Voltri. Ma può darsi che sia questo il vero obbiettivo.

Il terzo emendamento è sicuramente quello più mediatico. Passerà come quello che blocca i ticket sui codici verdi al pronto soccorso. Peccato che a leggere bene, si scopre  che i ticket sono legati a: “Non potrà essere utilizzato in assenza di una appropriata rete di servizi territoriali” . Capolavoro politicista, niente ticket per ora, ma se apriamo due ambulatori….

Purtroppo , il risultato ottenuto è misero sul piano economico ma pesantissimo su quello sociale.  Continuiamo ad avere un’altra idea su come affrontare la riduzione della spesa sanitaria che passa per altre e ben diverse manovre:  revisione approfondita del tariffario dei DRG,  graduale  superamento di appalti e privatizzazioni,  riforma energica sui medici di base, strutture poliambulatoriali  territoriali fatte e avviate prima di accorpamenti e chiusure.  La manovra in 2 anni farà risparmiare 26 milioni con lacrime e sangue per malati e assistiti, quando il taglio di un solo anno, ad esempio dell’appalto del calore avrebbe fatto risparmiare 42 milioni di euro senza alcun sacrificio per i cittadini.

Ma quand’è che si comincerà a riflettere senza coprire gli interessi di qualcuno?

 

 

 

 

 

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