La manovra del massacro sociale
In sanità, la prima accettata viene inferta ai salari dei lavoratori che vedranno le loro retribuzioni già tra le più basse d’Europa, falcidiate di 418 milioni di euro nel 2011 e di ben 1miliardo e 132 milioni nel 2012, subendo la stessa sorte degli altri lavoratori pubblici che vedranno anche il blocco contrattuale senza possibilità di recupero nel triennio 2010-2012.
L’altro pezzo del decreto che colpisce il settore sanitario, stringe ancora di più il cappio intorno al collo delle Regioni con accertato debito sanitario e compie un’ampia e articolata manovra sulla spesa farmaceutica.
Sulla spesa farmaceutica il pezzo forte della manovra, che comporterà minori trasferimenti al SSN di 600 milioni di euro e avviene principalmente sul fronte dei farmaci generici derivanti dalla fine del regime a brevetto, è che ogni Regione farà fronte con proprie risorse ai mancati trasferimenti .
Novità estremamente penalizzante per i cittadini è che se il medico generico prescrive un farmaco in regime di brevetto, siccome al farmacista verrà rimborsato solo il minor prezzo del farmaco generico corrispondente, la differenza dovrà pagarla direttamente il paziente anche se è in regime di esenzione. Considerata la scarsa conoscenza dell’equiparazione dei farmaci generici tra i cittadini e la costante e a volte “pelosa” prescrizione farmacologica dei medici generici la stangata sui meno abbienti sarà pesantissima.
Va ricordato inoltre, che il decreto appena emanato e che contiene i su citati provvedimenti, è solo una parte della manovra complessiva che sarà pertanto completata con altri provvedimenti legislativi, sino alla prossima finanziaria colpendo ulteriormente la sanità pubblica. Tra questi ne ricordo tre, i cui effetti economici e sociali saranno pari alle bombe a grappolo, usate in molte guerre “umanitarie” : il primo è la nuova normativa sulla governace sanitaria con la liberalizzazione dell’intramenia e ulteriori spazi di privatizzazione; il secondo testo normativo riguarda la declassificazione di interventi oggi eseguiti in day sargery o day hospital e derubricati in pacchetti ambulatoriali, e quindi deprivati di assistenza post chirurgica o post specialistica; ed un terzo provvedimento di legge, che stravolge e cancella alcuni interventi sanitari in regime di livelli essenziali di assistenza, togliendo alle Regioni il riconoscimento con relativa copertura economica, aprendo quindi la via a porre a totale carico del paziente i costi di questi interventi.
E’ sempre più evidente che il governo Berlusconi lavori ad un taglio generale in sanità che lo stesso ministro Fazio indicava in circa 10 – 11 miliardi nel biennio.
Lo sciopero generale e una piattaforma di lotta sono sempre più urgenti.
Marco Nesci
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