Fughe fuori Regione ? Si indaghi davvero.

images-17Conosco sufficientemente bene il problema delle liste d’attesa e delle cosiddette “fughe” fuori Regione occupandomi da 15 anni di politiche sanitarie e da membro della Commissione  Sanità della Regione Liguria  negli ultimi 10 anni .  Sono rimasto stupito dell’intervista apparsa sul  "il Secolo XIX " dal prof. Giordano specialista in proctologia,  fino a pochi anni fa in forza all’Ospedale San Martino e oggi chirurgo in clinica privata (Villa Igea di Acqui Terme).  Il professore sostiene di essere stato cacciato da San Martino nel 2006 e che spesso in clinica privata deve intervenire per riparare i danni provocati alle persone da interventi chirurgici sbagliati praticati in Genova.

 

A parte l’incauta  accusa di incapacità ai suoi colleghi genovesi,  posso testimoniare che il reparto di proctologia dell’ospedale San Martino non è affatto chiuso e anzi opera in modo costante e con ottimi risultati con circa 800 interventi all’anno e per di più gran parte delle quali  con tecnica indolore, purtroppo non tutti a causa delle ristrettezze economiche.

Non solo, è così socialmente importante (interessa quasi la metà della popolazione) e clinicamente di qualità elevata, la pratica chirurgica  messa in opera dal reparto del Monoblocco diretto dal prof.  Reboa  che oramai da tempo vengono persino dalla Cina ad imparare.  Piuttosto come ho già più volte detto tale reparto va potenziato  e vanno stanziate le risorse necessarie affinché la pratica indolore sia estesa a tutti gli interventi. Va detto inoltre, che questo investimento produrrà in breve un enorme risparmio economico perché elimina, rispetto alla pratica antica ancora applicata dal prof. Giordano, numerose sedute post chirurgiche per “tamponamenti” e cure varie,  che tra l’altro fatte in clinica o in ambulatorio privato sono a pagamento per il paziente, salvo le prime previste dal protocollo sanitario.

Adesso non voglio sindacare sulla migrazione del prof. Giordano, credo di poter affermare  senza paura di essere smentito,  che quello che guadagna oggi in clinica privata (ma pagata da soldi pubblici) di certo non poteva guadagnarli nella struttura pubblica.

Piuttosto occorre indagare sul perché, a fronte di  strutture pubbliche efficaci ed efficienti  come quella del Monoblocco di San Martino ,  alcuni medici di medicina generale inviino tre quattrocento pazienti all’anno per interventi emorroidali  (dal costo di 600.000 euro per la nostra sanità regionale) presso la struttura privata del basso Piemonte .

Faccio presente che con un investimento di meno della metà si potrebbe usufruire del necessario potenziamento della struttura pubblica  assorbendo tutti  gli esodi con soddisfazione dei pazienti che tra l’altro avrebbero meno “dolori” post intervento ma anche sul portafoglio.

Marco Nesci

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna