una inaccettabile vergogna senza fine

 

 

marco__nesciRachel Odiase, muore a 13 mesi, nel reparto di pediatria dell’ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio, a pochi chilometri da Milano. La bimba nigeriana è stata curata in ritardo, perché la tessera sanitaria era scaduta. Questa bambina non aveva nulla, nella sua breve vita non aveva dato segni di alcuna patologia,  il padre 40enne, operaio regolare da poco senza lavoro, e quindi disoccupato e per la Bossi – Fini clandestino, non poteva rinnovare la tessera sanitaria richiesta dal personale dell’ospedale, quando alle due del mattino del 4 marzo si è presentato per la seconda volta al pronto soccorso, dopo che la figlia era stata dimessa una prima volta con la prescrizione di assumere tre farmaci antiemetici. Solo dopo l’intervento dei Carabinieri la bimba viene ricoverata, ma a quel punto era già tardi e di fronte ad gravi negligenze di assistenza Sanitaria.

Ancora una volta si muore di razzismo. Si è così. Il comportamento avuto nell’ospedale è il frutto di una cultura razzista e xenofoba, violenta e criminale. Basta vedere i blog di commento a questa assurda tragedia, per rendersi conto di quanto sia oramai radicata l’incultura assassina del razzismo.

Troppo spazio è stato dato all’odio razziale portato avanti dalla lega e dai fascisti, alla loro becera ricerca di scaricare sui diversi tutte le responsabilità dello sfascio sociale in cui gran parte della popolazione è costretta. E poi le leggi razziali del governo Berlusconi, tendenti a criminalizzare le persone la cui unica colpa è quella di essere nati in qualche luogo della terra diverso dal nostro Paese. Il reato di clandestinità è una atrocità disumana, e non è vero che i medici sono esenti dal denunciare i clandestini, sta alla loro coscienza, ma con la spada di Damocle del “favoreggiamento” di un reato. I bambini anche se nati qui in Italia da genitori extracomunitari non in regola, semplicemente non esistono. Forse sono proprio queste le ragioni che hanno spinto i sanitari dell’Uboldo di Cernusco sul Naviglio a tergiversare e a non curare per tempo una bimba di 13 mesi. Forse queste persone, rapite dall’idea criminale della dominante cultura razzista della superiorità della razza, non pensano nemmeno di aver commesso un crimine. Certo degli imbecilli, ma figli di chi governa con i Bossi, Borghezio, Storace e Mussolini .

Non basta più indignarsi, non basta più gridare allo scandalo, non è sufficiente per delle coscienze democratiche avere la rabbia dentro e gli occhi pieni di lacrime per una bimba assassinata dalla stupidità umana che ci governa. Bisogna reagire nella società e nelle istituzioni, facciamo una grande iniziativa antirazzista che produca una istanza permanente e nelle Istituzioni, a partire dalle Regioni, si realizzi per intero la Carta Costituzionale e il diritto alla salute: chiunque ha la residenza su un territorio è iscritto automaticamente al Servizio Sanitario Regionale.

 

 

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