Respingere l'attacco alla sanità pubblica

marco_nesciIl sistema sanitario nazionale è sotto una morsa stritolatrice di straordinaria potenza: da una parte il taglio alle risorse disponibili, portato a compimento dalle Finanziarie di Tremonti, si tradurrà in una riduzione della spesa tendenziale - ossia quella realmente necessaria per offrire i servizi sanitari nei prossimi tre anni - di 35 mld di euro e, dall’altra parte, l’organizzazione sanitaria già frantumata in 20 sistemi sanitari regionali troverà, nel federalismo fiscale, la cementificazione delle disuguaglianze esistenti rispetto alle prestazioni erogate, cancellando definitivamente quel che resta della universalità del diritto alla salute. Dentro questa morsa, la privatizzazione del sistema sanitario è la conseguenza più probabile – come più volte annunciato dallo stesso “libro verde” del ministro Sacconi – mentre, negli Stati Uniti, questo modello fallimentare privato è stato finalmente cancellato dal voto della Camera statunitense al progetto del sistema sanitario universale e gratuito proposto da Obama.

 

Il sistema sanitario nel nostro Paese, attualmente soffre di un forte disagio principalmente legato allo sfruttamento delle risorse disponibili attraverso una connessione politico-affaristica che divora fondi pubblici non per curare o prevenire, ma per arricchire speculatori e politicanti, evidenziando scandali che da anni investono i sistemi sanitari regionali e quello nazionale, basta citare gli appalti per i servizi collaterali alle prestazioni mediche o il sistema di liquidazione - detto DRG - delle prestazioni erogate dalle ASL e dalle Aziende Ospedaliere, assunte anche a sistema per le cliniche private convenzionate da tempo salite alla ribalta (come ad esempio la “clinica degli orrori” Santa Rita di Milano).

Nonostante gli scandali giganteschi, tra ruberie e sprechi, tutto ciò che anche in queste elezioni regionali viene riproposto, in particolare dal centro destra, è “tagliare”: tagliare i posti letto per acuti, senza alcun investimento per i territori in medicina di base – e quindi non fare nulla sulla prevenzione primaria - tagliare prestazioni e servizi ospedalieri senza assumere personale e senza stabilizzare i lavoratori assunti con contratto a termine, oppure introdurre nuovi ticket su prestazioni diagnostiche e di accertamento specialistihe. L’appuntamento elettorale delle regionali è anche una straordinaria occasione per respingere questo assalto alla sanità e potenziare il sistema pubblico sanitario. Abbiamo bisogno di cambiare molto nei sistemi sanitari regionali,  e, soprattutto, tornare al carattere costituzionale del diritto alla salute che ha nell’universalità e nell’accesso alle prestazioni, indipendentemente dallo stato economico e sociale dei cittadini, uno dei cardini massimi della nostra democrazia.

L’aspetto elettorale deve essere considerato solo un appuntamento contingente, mentre va ricostruito quel rapporto tra la politica e i cittadini che, attraverso i movimenti, le lotte e le iniziative sociali è fondamentale alla stessa tutela del diritto alla salute.

Dobbiamo intensificare questo rapporto e costruire una risposta sociale che metta in piedi sia un progetto di rilancio della conflittualità vertenziale nei confronti delle Istituzioni e delle strutture sanitarie, sia un progetto di nuovo mutualismo che risponda ad esigenze primarie di cura, in un’ottica di potenziamento delle strutture pubbliche e di copertura universale del servizio sanitario.

Il risultato della Federazione della Sinistra nelle elezioni regionali di domenica e lunedì prossimo sarà fondamentale per proporre una forte alternativa alla deriva in corso per cui i servizi sanitari  dovranno essere garantiti dallo Stato e dalle Regioni e per costringerli a investire e rispondere a pieno e gratuitamente alla totale esigibilità dei diritto alla salute.

Con questo voto sarà esplicito il contrasto alla politica liberista - che vuole privatizzare la sanità e istituire un modello di cura sulla base del reddito -  e la volontà di tornare allo spirito della riforma sanitaria del ‘78 basata sul sistema universale e pubblico, sul controllo dal basso e sulla quantità e qualità dei servizi corrispondenti al criterio della “buona salute”. Questo è il principale obiettivo di tutti i programmi di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra per la prossima legislatura regionale.

 

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