Basta buttare soldi pubblici si privilegi i pendolari e il trasporto pubblico locale metropolitano
La nostra Regione ha una grave sofferenza sulla rete dei trasporti sia ferroviaria che su gomma. Il problema non è solo legato alla conformità geografica della Liguria, ma anche ai piani nazionali e locali di sviluppo trasportistico. Quando si compiono scelte come la gronda autostradale o il terzo valico, significa privilegiare indirizzi di sviluppo in contrasto con il territorio e la mobilità diffusa connessa alle esigenze primarie dei cittadini.
Se si investono 10 miliardi di euro per il terzo valico e zero per i pendolari vuol dire mettere tutte le risorse disponibili al servizio di una piccola e ristretta fetta di cittadini e nulla per tutto il resto, infatti la percorrenza di tratte superiori ai 300 km. (interne ad una logica di alta velocità) riguarda solo il 6% delle persone viaggianti, mentre tutto il resto è sostanzialmente pendolarismo.
Ho già detto in diverse occasioni come la priorità d’intervento infrastrutturale riguarda l’ammodernamento della rete ferroviaria esistente con il potenziamento del nodo genovese da Principe a Sampierdarena, da Trasta a Terralba, con l’efficentamento delle linee da raddoppiare ove necessario sia a Ponente che a Levante della Regione e l’adeguamento dei valichi esistenti. Tutto questo costerebbe 1 decimo delle risorse tra terzo valico e gronda, sgravando (studio dell’autorità portuale) tutto o quasi il carico merci portuale che oggi viaggiando su gomme intasa le autostrade e la stessa città di Genova . Ma forse, il male di questa soluzione è che costa poco e quindi non è un “grand’affare”. Certo, sarebbe una soluzione positiva per i pendolari, ma se si sceglie il 6% a scapito del 94%... !?
Non migliore è la mobilità interna urbana, le aziende di trasporto pubblico locale da anni subiscono una scellerata politica di privatizzazione che in tutti i casi ha prodotto una drastica riduzione delle percorrenze, riducendo il servizio sia in termini qualitativi che quantitativi.
Pensare che il trasporto pubblico locale possa autofinanziarsi è una follia, questo è un servizio sociale indispensabile e primario e non può essere completamente messo a carico dei cittadini a meno che non ci sia qualche matto che pensa di mettere il biglietto a 5 euro.
Se è un servizio sociale, deve essere posto in carico alla fiscalità generale, per cui occorrono forti investimenti sul parco mezzi di trasporto e sulla manutenzione funzionale degli stessi, smettendola una volta per tutte di far pagare ristrutturazioni aziendali e presunti risparmi ai lavoratori autoferrotranvieri vessati da decenni di riduzioni di personale e tagli salariali.
Oggi esistono condizioni di lavoro nelle rimesse degli autobus che rappresentano il degrado civile e sociale a cui siamo arrivati.
Spazi inadeguati, strutture fatiscenti impianti di sicurezza non funzionanti, condizioni di lavoro che sembrano medioevali e infine, personale insufficiente a garantire la copertura manutentiva di tutti i mezzi. I lavoratori sono costretti a convivere con gravissimi rischi di salute inaccettabili, nel quasi silenzio totale anche perché sono poche le voci che si levano contro tale condizione. I cittadini rischiano tutti i giorni salendo su mezzi la cui manutenzione è terribilmente scarsa.
Ci vogliono risorse adeguate per finirla una volta per tutte con : privatizzazioni, salari bassi e sicurezza nulla. Questo per rifondazione comunista sarà una priorità assoluta.
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