Lettera aperta a Montaldo sull'attuale situazione del Centro dei Disturbi Alimentari di Quarto
Caro Claudio,
ho appreso da notizie di stampa della precaria situazione del Centro dei Disturbi Alimentari di Quarto per lo svolgimento e il proseguimento dell’attività sanitaria in cui attualmente lavorano con contratto a termine – di cui uno già scaduto a gennaio - due psicologhe e una terza –unica in organico – che segue circa 50 pazienti. Nel Centro viene affrontata la patologia dei disturbi alimentari, attualmente in vertiginoso aumento: si è passati infatti dalle 622 cartelle aperte nel 2006 alle 2156 del giugno 2009. Le patologie seguite vanno dall’anoressia, alla bulimia nervosa e all’alimentazione incontrollata con visite mediche e nutrizionali, psichiatriche, di psicoeducazione alimentare e psicoterapie di gruppo.
Le due psicologhe borsiste seguono, tra l’altro, dieci pazienti per volta – le più gravi - durante i pasti assistiti: momento fortemente terapeutico paragonabile alla somministrazione di un farmaco salva-vita stabilendo con tutte le assistite uno stretto rapporto di fiducia e un punto di riferimento nato da un delicatissimo quotidiano percorso di cura - compresa l’attività di psicoterapia, rendendosi disponibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Oggi vengo a conoscenza del rischio del mancato rinnovo dei contratti con la conseguente condizione di buttare via mesi e anni di lavoro svolto insieme alle pazienti e ai familiari e i risultati sin qui ottenuti. Ho appreso inoltre che da alcuni giorni è stata sospesa la terapia di una giovane affetta da bulimia seguita in forma volontaria da una delle due psicologhe - il cui contratto è già scaduto - proprio perché non poteva continuare il servizio come volontaria con il conseguente immediato peggioramento delle condizioni di salute dell’assistita.
Considerato l’evidente incremento esponenziale dei disturbi alimentari e la delicatezza dei percorsi di cura ti chiedo un intervento urgente per potenziare il servizio garantendo la immediata continuità dei contratti scaduti e, successivamente, trasformando gli stessi in contratti a tempo indeterminato.
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