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Tubercolosi, scabbia, sifilide Tornano le malattie della povertà

images-17I  molti casi dell'ospedale Gemelli a Roma e della scuola Da Vinci a Milano fanno emergere un problema serio. Il sistema sanitario (a causa dei tagli) non fa prevenzione, oramai salvo i ricchi, in nessuna  classe sociale. I soggetti socialmente più poveri si ammalano e propagano contagio di  malattie un tempo debellate. Con la crisi economica cresce il numero dei poveri e dei senza fissa dimora. In parallelo, imedici cominciano a denunciare l'aumento delle malattie storicamente legate alle classi sociali più deboli. Tuttavia, nel momento in cui in una comunità parte il contagio, gli effetti possono colpire tutti, come dimostra il caso di Tbc dei bambini contagiati al Policlinico Gemelli di Roma o alla scuola Da Vinci di Milano.  A fronte di questa sciagura, il Ministero minimizza e diffonde dati falsi. Detenuti, senzatetto, immigrati, anziani sono i primi a essere
colpiti: i più deboli, a causa della malnutrizione e di un sistema immunitario depresso. Ma l'aumento della Tbc fra chi vive ai margini non ha fatto notizia finché il contagio non è arrivato ai bambini, nelle scuole e negli ospedali: 122 a Roma, 179 a Milano. Figli sani di una classe media italiana che si credeva protetta. La crisi avanza e l'Italia si ritrova con un sistema sanitario azzoppato da numerosi tagli. Si finisce per lavorare, quindi, più sulle emergenze che sulla prevenzione. Le persone si ammalano e c'è chi cerca i colpevoli sia nel sistema sanitario che fra chi ha contratto il morbo. Invece il marcio è nel sistema, piegato ad una logica economicista e incapace di colpire sprechi e priviligi, finisce per massacrare socialmente cancellando servizi sanitari primari e insostituibili.
La tubercolosi, il mal sottile che pensavamo accantonato tra le righe di una certa letteratura, diventa l'esempio delle antiche malattie che tornano assieme ai tempi di carestia. Gli ultimi dati elaborati a disposizione in Italia risalgono al 2008. Dall'arrivo della crisi economica a oggi possiamo semplicemente osservare i dati empirici, alcuni numeri provvisori forniti dalle regioni e ascoltare le testimonianze di chi opera sul campo, i medici che stanno lanciando segnali di allarme.
Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sosteneva durante il question time alla Camera il 7 settembre: "Non esiste un'emergenza tubercolosi nel nostro Paese". Ma Medici senza frontiere denuncia:  "I servizi sanitari iniziano a scarseggiare  e anche le unità come la nostra, che operano in strada, sono state dimezzate".
Il problema sembra essere la difficoltà ad accedere a cure e farmaci. Spesso le persone malate, se indigenti, non riescono a curarsi e diventano focolai pericolosi per tutti. "Vi faccio un esempio recente - spiega Ilaria Uccella, medico infettivologo del San Gallicano di Roma -, un farmaco molto usato per la sifilide, la Betadin Penicillina, è stato portato dall'Aifa da classe A a classe C: significa che ora per una terapia si è passati da 2 euro a 140 euro.
Follie di chi pensa solo a salvare gli speculatori di Borsa infischiandosene della salute dei cittadini.
Gentaglia delinquenziale che ci governa. Bisogna fermarli, mandarli  a casa. Ma bisogna cambiare regime economico, altrimenti chi arriva se non fa peggio si avvicinerà molto nel fare le stesse porcherie di macelleria sociale.

 

Non siamo cretini, mentre voi siete ladri.

E' senza dubbio vero che regna la disinformazione, complice anche una mediocrità assoluta di chi dovrebbe approfondire, fare inchiesta, entrare nel merito e non lo fa o peggio ripete a pappagallo le sciocchezze che dicono ministri e politici in malafede.

Prendiamo l'ennesima porcheria che sta abbattendosi sulle pensioni. Vanno dicendo che senza interventi strutturali, ossia tagli alla sopravvivenza e allungamento dell'età pensionabile, i giovani non andranno mai in pensione. Ci prendono per deficienti, e imbrogliano i giovani e sarebbe l'ora di ribellarsi a tali trattamenti.

I giovani non andranno in pensione non perchè chi  ha già lavorato 35 anni se andasse in pensione con questa anzianità contributiva gli porta via qualcosa, non perchè le donne dovrebbero andare in pensione a 65 anni anzichè 60, non perchè un disgraziato che prendeva la pensione sociale e quella di reversibilità mettendo insieme la favolosa cifra di 936 € prende troppo e quindi gli tolgono una o l'altra pensione mandandolo nell'indigenza, e soprattutto non perchè chi ha versato regolarmente dei contributi, (quando le imprese non gle li hanno rubati) commette un omicidio se va in pensione ed è un privilegiato.

No i giovani non vanno in pensione perchè questi signori che straparlano e non sanno quello che dicono o se lo sanno sono dei delinquenti, hanno reso stabile la precarietà per cui uno lavora 4, 5, o 6 mesi all'anno e con il regime contributivo immesso qualche anno fa con l'ennesima manovra "strutturale" a danno dei lavoratori, per fare 40 anni di contributi deve lavorarne 80, perchè con il regime contributivo ammesso che arrivi ad 80 anni di lavoro, per ben che vada percepirà il 30 % dell'ultimo salario, ossia non arriverebbe neanche alla prima settimana del mese, e ammesso che lavori 80 anni bisogna vedere quando incomincia a lavorare, visto che allungando l'età pensionabile non prenderà mai il posto a uno che esce dal ciclo produttivo e se per caso dovesse uscire dal ciclo produttivo ecco il blocco delle assunzioni.

No cari signori noi non siamo cretini, non ci piagliate per i fondelli, mentre voi siete ladri dei contributi e del sudore di chi ha lavorato una vita, e del futuro dei giovani. Ribellarsi non è solo giusto è oggi un dovere.

 

Agire subito.

 

DownloadedFileNon c'è un solo minuto da perdere. La strada intrapresa per curare la crisi ammazza il malato, la terapia serve a salvare la metastasi capitalista e non a recidere il tumore. In queste ore sta per delinearsi la più grave azione di annientamento dei diritti conquistati da decenni di lotte operaie, da parte di un governo delegittimato e succube del boia dal nome Banca Europea, con la complicità di una opposizione che fece passare pochi giorni fa in cinque minuti il preludio massacratore della precedente manovra tremontiana.

Inutile soffermarsi nello specifico di quello che hanno in mente, siamo semplicemente alla fine di un ciclo storico che ha visto l'affermarsi dei diritti come sunto e condizione di civiltà vissuta o comunque percepita, si entra nell'era della degenerazione sociale in cui la ricchezza succhia ogni linfa vitale alla povertà nel tentativo disperato di far sopravvivere un sistema che loro stessi sanno non stare più in piedi e lo fanno coscienti del fatto che quel sistema non potrà salvarsi ma lascerà comunque prima del suo epilogo una lunga scia di sangue. Quasi una vendetta, una rivalsa contro i più poveri, che non avendo più nulla da dare, neanche lo sfruttamento della forza lavoro  visto che il capitale si  moltiplica con la speculazione finanziaria,  vanno schiacciati, oppressi, eliminati fisicamente spingendoli alla guerra fraticida o al suicidio.DownloadedFile-1

Ma ci rendiamo conto di quale sia il grado di occultamento della verità a cui siamo giunti? Con una informazione che non so se sia più ignorante o solo serva del sistema, che inibisce ogni forma di libero pensiero. Possibile che nessuno da nessuna parte, giornali o tv che siano si domandi : ma chi sono i mercati? Eppure basterebbe leggere su qualsiasi vocabolario per capire che mercati è sinonimo di capitalismo. Noi dovremmo andare dietro ai mercati, ossia seguire pedissequamente le indicazioni provenienti da coloro che hanno determinato la crisi stessa. È come mettere un pedofilo a guardia di un asilo infantile.

No, il tempo è scaduto, la ribellione di queste ore in Inghilterra non è come la vogliono far passare, come la sommossa delinquenziale di gruppi di galeotti, è la risposta inevitabile alla oppressione sociale che trova il vuoto dell'opposizione istituzionale.  O si organizza subito la risposta nella piazza indirizzandola verso una alternativa reale di sistema, con un progetto politico serio e non compromissorio o sarà difficile evitare il peggio.

Il primo passo è l'immediata convocazione di uno sciopero generale di 24 ore di tutte le categorie. Il futuro è nelle nostre mani non nelle loro. Si prenda l'iniziativa di convocare subito e ovunque assemblee pubbliche per costituire comitati in difesa dei diritti e dello stato sociale, che siano alla base di un nuovo e vero processo di alternativa di sistema dal basso.

Genova 12 agosto 2011

 

Marco Nesci

Resp Naz. Sanità PRC

 

Lontani anni luce

manifestazioneSi, lontani anni luce. Chi governa ovunque sia, a palazzo Chigi o a palazzo Tursi in Genova e tutti coloro che li sostengono, non sono solo distanti dalla gente perchè inarrivabili, quasi sempre e con poche eccezzioni, ma perchè ignorano completamente e volutamente lo stato sociale, i problemi e i bisogni dei governati.

Berlusconi ieri in Parlamento ha manifestato questa assiderale distanza snocciolando cifre e affermazioni ridicole, fino alla ammissione solenne del suo conflitto d'interesse citando le "sue" aziende quotate in borsa. Pazzesco che nessuno dica nulla in proposito.

L'opposizione anzichè alzare barricate e tentare ogni via politica, ma di partecipazione di massa dalla piazza, mostra il proprio ridicolo tergiversando su un possibile governo tecnico di unità nazionale.

A Genova, dove la crisi colpisce i settori più deboli e popolari attraverso la continua caduta qualitativa e quantitativa dei servizi pubblici, dall'assistenza domiciliare ai trasposrti, dalla sanità agli asili nido. Mentre molti anziani combattono le mannaie tremontiane che falcidiano le pensioni, con i giovani che sono sempre più precari o disoccupati, mentre il lavoro è più facile perderlo che trovarlo, in tutto questo cataclisma, di cosa discutono questi incapaci? Di primarie, di leadership ossia di niente. Cambiamento di programmi? interventi strutturali sul sociale? neanche per idea.mungere

Vecchi, inutili, corollari al nulla. Ci vuole il coraggio di cambiare. Ma non solamente chi governa, ma la cultura politica. Ci vuole una rivoluzione culturale. In questo caso io sono a disposizione.

 

Nuovo attacco alla 194 e all'autodeterminazione delle donne

Macabri, untori, violentatori di coscenze: sepellire feti aborti, accordo ospedale Caserta-associazione

 

194Apprendo da notizia ANSA di un protocollo di intesa, approvato con delibera del 22 luglio 2011, tra l'Azienda ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta e l'Associazione 'Difendere la vita con Maria' sottoscritto per promuove il seppellimento dei 'bambini non nati', ovvero dei feti abortiti, con la disponibilita' del sindaco di un apposito spazio nel cimitero cittadino e il ''plauso del vescovo''. L'associazione nel suo sito spiega proprio di avere questo specifico obiettivo. Lo denuncia il sindacato medico Fp-Cgil Medici per il quale si tratta di una ''violenza psicologica sulle donne da fermare''. Il protocollo, afferma la Fp-Cgil Medici, ''potrebbe estendersi a diversi altri ospedali secondo la volonta' espressa da Don Maurizio Gagliardini, presidente dell'associazione 'Difendere la vita con Maria', di volerlo utilizzare come testimonial e 'locomotiva' in particolare nel Mezzogiorno''.

Orrenda violenza psicologica sulle donne e sulla loro scelta di maternità consapevole. Viene da chiedersi se questi signori, siano così diversi negli atteggiamenti dai cosidetti fondamentalisti di ogni altra religione, viene da chiedersi perchè in questo Paese, una norma di civiltà come quella sull'interruzione volontaria di gravidanza, debba essere continuamente sottoposta ad attacchi con la complicità di pezzi fondamentali delle stesse Istituzioni che dovrebbero garantirne l'applicazione. C'è una sola e logica risposta: il servilismo alle gerarchie ecclesiastiche e ai loro voleri di imposizione culturale dominante.

 

Ora silenzio, ma poi basta con gli imbecilli.

iborghezio4MINUTO DI SILENZIO - La Norvegia, imitata dagli altri Paesi nordici e scandinavi, a mezzogiorno s'e' fermata per un minuto, raccogliendosi in silenzio per onorare le 93 vittime dei massacri di Oslo e dell'isoletta di Utoya di venerdi'. E alle 13:00 l'autore reo confesso di quei massacri, il fanatico di destra e integralista “cristiano”  Anders Behring Breivik, comparira' davanti ai giudici del Tribunale di Oslo per un'udienza preliminare che, per motivi di sicurezza, si terrà a porte chiuse.

Nei suoi confronti la polizia ha chiesto al giudice che siano comminate, in via eccezionale, otto settimane di carcerazione preventiva - normalmente ne vengono disposte fino a quattro - per poter completare le indagini e raccogliere tutti gli elementi probatori che consentano la sua incriminazione evitando il pericolo di fuga. Il minuto di silenzio, osservato anche in Svezia, Islanda, Danimarca e Finlandia, e' stato dichiarato dal premier norvegese, Jens Stoltenberg, dall'ingresso dell'Universita' di Oslo.

Dopo un minuto in di silenzio assoluto, in cui si sono fermati anche il traffico privato, quello ferroviario e le contrattazioni alla Borsa di Oslo, il premier ha ringraziato e, insieme a Re Harald, alla regine Sonja e al principe ereditario Hakon, e' entrato nell'ateneo, apponendo con loro le prime firme sul registro delle condoglianze, che e' ora aperto al pubblico. E mentre la polizia annuncia che potrebbe rivedere al ribasso il bilancio dei morti, emerge che uno degli obiettivi di Breivik nella sua carneficina sull'isoletta di Utoya era la ex primo ministro laburista Bro Harlem Brundtland, tre volte a capo del governo fra il 1981 e il 1996 e considerata ''madre della nazione'', che ha parlato ai giovani laburisti radunati sull' isoletta, lasciandola poco prima che vi arrivasse l'assassino travestito da poliziotto. Ed e' emerso anche che il poliziotto ucciso sull'isola, la prima vittima freddata da Breivik a Utoya, era fratellastro di Mette Marit, la moglie del principe Hakon.

Finito il minuto di silenzio, simbolo del raccoglimento e della riflessione di tutti i popoli europei di fronte alla vigliacca inaudita violenza della stupidità umana , viene il momento del NON silenzio. Bisogna smetterla con l’idea della “superiorità” occidentale e con tutti quei deficienti speudo politici che occupano scranni parlamentari, dall’Europa alla singola nazione, che alimentano odio, razzismo, integralismo. Mi vengono in mente i Borghezio e i tanti come lui che girano l’Europa partecipando a convegni ed incontri della destra razzista e xenofoba, per affermare le “radici cristiane” contro l’invasore islamico che nella testa di questi idioti sarebbe alleato con i marxisti.

Basta violenza e orrore, basta agli idioti che da posti importantissimi l’alimentano.

 

Massacro sociale europeo

E’ Herman Van Rompuy, presidente della UE, a confermare via Twitter l’approvazione di un nuovo pacchetto di misure volte a salvare la Grecia dalla bancarotta. La nuova tranche di aiuti, in arrivo anche da investitori privati, è finalizzata ad impedire il tracollo dell’euro ed una possibile propagazione della crisi anche in altri Stati.

“Abbiamo preso importanti decisioni pienamente sostenute da tutti per alleggerire il debito greco, fermare il rischio di contagio e migliorare la gestione della crisi della zona euro”, ha spiegato van Rompuy al termine dell’incontro – decisivo – con i leader dei 17 Paesi dell’Eurozona. E, in effetti, la reazione dei Mercati pare dargli ragione: la borsa di Milano ha chiuso la giornata di ieri facendo registrare un ottimo +3,7%, mentre l’euro ha superato quota 1,44 dollari.

Due i punti cardine del nuovo sistema d’aiuti. Innanzitutto, la partecipazione dei privati e, in particolare, delle banche, le quali, attraverso varie opzioni di allungamento dei titoli greci da loro detenuti, arriveranno ad investire una cifra pari a 37 miliardi.

Tradotto vuol dire: i privati compreso le banche, giocheranno ancora con i nostri soldi, incrementando il bottino attraverso sacrifici su pensioni, redditi bassi e diritti acquisiti, si autofinanzieranno tagliando su sanità, trasporti, scuola, cultura e diritti fondamentali. Avranno la gran cassa di risonanza sulla necessità dei sacrifici, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, sempre più ridotti a bollettini del potere sempre pronti ad obbedire al padrone neoliberista di turno. La Grecia si ribella, in Spagna scendono in piazza gli "indignatos", in Italia? L'opposizione parlamentare fa passare in poche ore sacrifici pesantissimi sui soliti sfigati, ma in piazza non scende nessuno. Sveglia!

 

La manovra 2011 ? Ci costa 1000 euro in più

indignatosMANOVRA. Ci costerà più di mille euro di tasse per ogni famiglia di lavoratore dipendente e pensionato, l'ennesima macelleria sociale interpretata da Tremonti con la clausola di salvaguardia (circa15 miliardi) e lasciata passare senza colpo ferire da una inesistente opposizione.

riprendendo un comunicato dell'ufficio stampa della CGIL vediamo nel dettaglio “La natura depressiva della manovra economica, ulteriormente aggravata dalla “clausola di salvaguardia” (esplicitata nel Comunicato n. 98 del Ministero dell'Economia e Finanze, 6 luglio 2011), in base alla quale il Governo prevede di contare su circa 14,7 miliardi di euro provenienti dalla mancata attuazione della riforma stabilita nella bozza di Delega per la Riforma fiscale e assistenziale per recuperare risorse certe - richieste in sede europea - ai fini della correzione di finanza pubblica in manovra”. Facendo un po' di conti sull'eventuale applicazione della clausola di salvaguardia, secondo la Cgil il meccanismo – in caso scattasse – comporterebbe (dal 2014) un aggravio di circa mille euro di tasse all'anno per ogni famiglia di lavoratori dipendenti e pensionati per la mancata applicazione dei vari tipi di agevolazioni fiscali che riguardano lavoro, casa e famiglia.tagli-5

Secondo la confederazione sindacale, il meccanismo orchestrato nella Delega fiscale, rischia così di tradursi in un vero e proprio aumento delle tasse dei lavoratori dipendenti. “Di fatto, questo significa che l'attuazione della delega intende recuperare le risorse previste dal taglio all'assistenza oppure da un aumento “certo” delle tasse. È più probabile – si legge nel documento della Cgil consegnato al Senato - il recupero delle risorse necessarie dal lato delle agevolazioni fiscali, su cui agire il taglio del 15% previsto dalla clausola di salvaguardia per rientrare nella definizione di “certezza della minore spesa”.

tagli-3“In altre parole – spiega la Cgil - dato che per attuare la manovra finanziaria occorre necessariamente recuperare le risorse utili “nella delega”, cioè i 14,7 miliardi di euro da aggiungere ai 25,4 miliardi, è più probabile che non si faccia nessuna riforma fiscale e che si aumentino le tasse per le fasce più deboli, per i redditi “fissi”. Il bluff della riforma fiscale rischia quindi di tradursi in una vera e propria beffa ai danni dei lavoratori."

La Cgil ricorda le proposte che ha già avanzato  in merito. Ne ricordiamo alcune: riforme strutturali del sistema fiscale, a partire da una vera lotta all'evasione e all'elusione fiscale con un Patto straordinario che programmi la riduzione strutturale del fenomeno (rendere più restrittive le norme sulla tracciabilità, utilizzare tutte le banche dati esistenti per l'identificazione di tutti i redditi imponibili del soggetto fiscale, attuare un sistema di “tutoraggio” seguendo il modello francese, rafforzando il sistema sanzionatorio) di cui nella Delega non c'è traccia; l'introduzione dei un'Imposta sulle Grandi Ricchezze e un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie; una vera lotta al sommerso (es. rendere il “caporalato” reato penale, nuove norme su appalti); riforme di politica industriale, per l'occupazione e per l'innovazione; ripartire da un Piano energetico nazionale; un allentamento vero del patto di stabilità per i Comuni virtuosi che potrebbero realizzare gli investimenti (a cominciare da quelli infrastrutturali); riforme del mercato del lavoro e delle politiche attive per il lavoro; riforme del sistema del welfare.

Bene, a queste proposte si potrebbero aggiungere, una profonda revisione degli appalti che cancelli opere utili solo alle tasche di mafiosi e speculatori, la possibilità di far recuperare l'evasione fiscale anche dai comuni, costruire una ridistribuzione dei redditi verso il basso per rilanciare l'economia "materiale" e non quella finta di speculatori di borsa e rendite finanziarie. Tutte cose difficilmente fattibili dalle attuali sentinelle del sistema liberista. Ma a giudicare dall'atteggiamento di opposizione parlamentare e Presidenza della Repubblica, mi sa che sono tutti sentinelle.vauro-2

 

adesso svolta a sinistra


keyQuello che è accaduto con il refendum in Fiat è qualcosa di straordinario, nonostante il ricatto, la violenza mediatica sulla perdita del lavoro, un Presidente del Consiglio che dice, che si che la Fiat fa bene ad andarsene se i lavoratori si ribellano allo schiavismo, nonostante la pistola puntata alla tempia, i lavoratori si ribellano, dicono no e perdono il referendum solo grazie al voto di 300 dirigenti impiegati che non subivano alcun danno dall'accordo firmato dai nuovi sindacati "gialli" (nati negli stati uniti negli anni 20 e creati dagli imprenditori per controllare i lavoratori). Una lezione di dignità e di moralità assoluta, che deve trovare nella politica una sponda chiara, limpida e altrettanto capace di mostrare il coraggio che loro  ci hanno dimostrato, il coraggio di non cedere ai ricatti, di rimboccarsi le maniche  di non guardare agli effetti immediati, ma di dare un senso al futuro, che non può che essere quello di riprendersi la vita nelle condizioni materiali che noi vogliamo e che nessuno deve imporci.  Dunque non tutto è perso, ma i treni vanno presi quando passano, adesso passa quello della svolta a sinistra e perderlo sarebbe un delitto anche per gli stessi lavoratori. L'appello lanciato con il 46%  di no alle barbarie padronali va raccolto immediatamente. Penso che il PRC debba abbandonare ogni tatticismo e lanciare una sfida per costruire un partito dei lavoratori, ponendosi con un programma trasparente e coerentemente di alternativa di sistema, come il soggetto propulsore di una aggregazione di soggetti sociali, non necessariamente corrispondenti ad organizzazioni politiche.  Va spazzato via ogni policismo, ricostruiamo dal basso e dal sociale senza assilli istituzionali l'aggregazione politica capace di valorizzare la lezione di dignità e moralità che ci hanno dato i lavoratori Fiat. Si dia una svolta al modello organizzativo, si dia una svolta al sistema delle relazioni politiche.  Si è tempo di svolta e per quello che mi riguarda sono pronto a fare la mia parte.

 

 

Basta centrosinistra e basta centrodestra

images_mafiaVorrei intervenire nel dibattito in corso per esprimere preoccupazione e dissenso verso una deriva moderata che mi sembra sempre più evidente dalle valutazioni ed indirizzi suggeriti da autorevoli compagni, dopo il congresso della FdS.

In primo luogo c'é una abnorme sopravvalutazione delle primarie milanesi, la cui partecipazione è  stata modestissima e quasi assente nei quartieri popolari, mentre sparisce ogni valutazione politica sul significato di partecipare a tale evento.

Partecipare alle primarie è un errore strategico enorme, è la forma inclusiva al nuovo centrosinistra, è la rinuncia alla ricerca di una strategia di alternativa ed è persino in contrasto con la pur minima espressione di autonomia dal PD.  La ricerca unitaria a sinistra ha  senso se investe sulla alternativa di sistema,  processo assai lungo e per nulla scontato, ma arrendersi ora sarebbe il preludio alla scomparsa di ogni speranza di cambiamento. Può darsi che Vendola non finisca nel PD, ma sostenerlo nella logica del meno peggio nella gabbia del centrosinistra sarebbe la definitiva sconfitta della stessa "idea" della rifondazione comunista e dell'agibilità di una  cultura di sinistra di alternativa. Ma come si fa a non vedere che Vendola è  sponsorizzato proprio perchè può essere il cavallo di Troia per rompere l'assedio alla "città futura" ? Certo che siamo in coma vigile, ma si può staccare la spina per avere, forse, qualche parlamentare ?  Siamo sicuri che la risposta adeguata alla piazza del 16 ottobre sia una nuova edizione del centrosinistra ?  Penso che ci voglia coraggio. Ci vuole il coraggio di intraprendere una vera rivoluzione culturale che ricollochi al centro dell'azione politica il tema del collettivo e dell'appartenenza di classe, ci vuole il coraggio di cambiare il modello organizzativo, potenziando l'azione del partito sociale che può essere anche un modo trasparente di autofinanziamento, ci vuole il coraggio di dire basta a giochetti politicisti fare un programma di trasformazione e costruire una alternativa al bipolarismo di centrosinistra e centrodestra. Sarò anche schematico e tranciante ma il resto è suicidio.

 

Piove, governo ladro

barcellona2052Dopo l’allerta meteo, segnalata dalla Regione Liguria con 24 ore di anticipo, verso sera arriva un vero e proprio bollettino di guerra. Frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti, mareggiate e tutto il corollario dei veri e propri nubifragi: 300 mm di pioggia in poco più di 3 ore. La tempesta si è poi spostata verso la Toscana, e anche qui disastri terribili e purtroppo anche 3 morti in un sottopasso allagato a Prato.

Ogni volta che piove con una forte intensità questo Paese va sott’acqua e poi sepolto dal fango, crollano pareti rocciose, franano larghi strati di colline,  esondano torrenti . Fatalità? Basta con questa scusa idiota e truffaldina! Quello che succede ha responsabilità precise, mandanti politici che favoriscono gli affari speculativi, spesso in mano alla criminalità organizzata.

 

Quanto ci costano le privatizzazioni in sanità

images-1Abbiamo affermato più volte  che le spese non sanitarie di asl  e ospedali  sono il vero problema  dell’enorme deficit sanitario e che il vero marcio nel sistema sta in privatizzazioni, appalti e sistema del drg (modalità di calcolo e liquidazione delle prestazioni sanitarie). A darci ragione non è uno studio di intellettuali comunisti, ma addirittura il Sole 24 ore nel suo settimanale “sanità” che pubblica una inchiesta i cui dati saranno per molti sorprendenti ma non per noi. Nel 2007 la spesa non sanitaria ha assorbito 12,7 miliardi cioè il 6,7% in più rispetto al 2006 .  Un dato enorme se pensiamo che nel 2007 la spesa sanitaria messa a finanziamento era largamente al di sotto dei 100 miliardi ed è facile ipotizzare che la proiezione di quei dati porti oggi questo conto ben al di sopra dei 15 miliardi.

 

 
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