Campagna di strada
Sono 10 giorni che distribuisco volantini e parlo con la gente, nei mercati rionali, davanti alle stazioni, gli ospedali, nei luoghi di lavoro e in quelli più frequentati. Sono più di 400 le persone che mi hanno riconosciuto e si sono fermate a parlare e almeno il doppio quelle che ti riconoscono, ti danno un sorriso ma scappano per fretta e scarso tempo a disposizione.
Non è la prima volta che mi capita di fare cose di questo tipo e soprattutto non è un caso relegato alla sola campagna elettorale. A prescindere da ogni valutazione personale, posso affermare che ho una sensazione positiva nonostante i sondaggi siano a noi sfavorevoli. Molti mi dicono: "ma allora ci siete, non siete spariti." Certo la percezione che siamo spariti è reale, dipende dalla nostra prolungata difficoltà nello stare dentro i conflitti sociali e alla feroce censura di cui siamo vittime da quando non abbiamo rappresentanza parlamentare. Inoltre, storicamente quando ci sono elezioni di ogni tipo, la nostra presenza sui max media si riduce notevolmente, la paura delle nostre idee è sempre forte, ma in questo periodo è addirittura totale.
Nell'ultimo mese ho mandato 4 comunicati stampa su argomenti di rilievo significativo, dall'ospedale San Martino sino alla lettera al Presidente della Repubblica sul decreto salva imbrogli PDL. Nessuno dei quotidiani genovesi ha scritto un rigo, forse il senso della censura è qualcosa di più concreto di una pura sensazione. Ciò nonostante, la gente che incontro mi da una qualche fiducia sia rispetto allo scontro con il centrodestra sia rispetto l'esito elettorale della Federazione della Sinistra.
Se queste sensazioni saranno confermate dai dati elettorali, vorrà dire che permane uno zoccolo di resistenza a sinistra capace di superare censure, avversità, divisioni. Ma soprattutto una volontà di guardare ad un futuro di alternativa vera. E' ora di fare, battere le destre, le censure, chi vuole la fine della pluralità democratica e con essa la fine di ogni sogno di cambiamento.
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